SALVAPRECARI: incontro 26/11 Comunicato Stampa

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SALVAPRECARI: incontro 26/11 Comunicato Stampa

Messaggio  lbonomo il Sab Nov 27, 2010 4:38 pm

inizio con il girarvi il testo della mail e il comunicato stampa inviato ai giornali in merito al nostro incontro in Regione di ieri. La mail è stata inviata da una casella di posta aperta per il nostro coordinamento: leps_torino@virgilio.it
luca bonomo

non ho capito come non riesca più a caricare i file sul forum: copio il testo di seguito, che naturalmente nell'originale è più bello graficamente

TESTO MAIL:
SALVAPRECARI PIEMONTE si parte senza INPS: solo 430 posti

Il coordinamento 'Lavoratori e Precari scuola pubblica Torino',
invitato a un nuovo momento di confronto dalla direzione Istruzione
della Regione nella persona della direttrice, Paola Casagrande, dopo
quello del 17 u.s., in merito alla difficoltosa attivazione dei
contratti del SALVAPRECARI regionale, è stata informata che:
- la Regione, contrariamente alle aspettative, sta facendo
partire un progetto più povero di quanto finora preventivato dall'ente
e dai firmatari dell'intesa per la nostra Regione (MIUR, Regione, CGIL-
CISL-UIL)a causa del mancato contributo dell'INPS;

- al momento c'è la copertura finanziaria per assumere a
termine solo 430 persone a fronte delle oltre 2000, che hanno perso il
lavoro alla fine dello scorso anno scolastico.

In allegato il comunicato stampa con le informazioni emerse e i
recapiti per contatti e approfondimenti.

Rimaniamo in attesa di un Loro riscontro.

LAVORATORI e PRECARI scuola pubblica TORINO

COMUNICATO STAMPA:

leps_tor...@virgilio.it

Torino, 27 novembre 2010

COMUNICATO STAMPA

Il Salvaprecari regionale parte sì, ma senza INPS

Da ieri pomeriggio è apparsa in evidenza sul sito della Direzione
Istruzione Formazione Professionale e lavoro http://www.regione.piemonte.it/istruz/
una lettera di precisazione alle scuole - finora confusissime e
titubanti - circa la stipula del contratto per i precari della scuola,
docenti e non docenti, individuati come assumibili dal Salvaprecari
regionale.
Ma perché questi contratti partono solo ora e dopo tanti intoppi, tali
per altro da richiedere all'inizio di questa settimana una
riconvocazione urgente delle parti che ad agosto avevano firmato
l'intesa, cioè Regione, MIUR e sindacati CGIL - CISL - UIL?

'Chi paga?' Questo il problema
La Regione ha sì stanziato 8 milioni di euro, bastevoli per poco più
di 400 contratti, ma contava di poter raddoppiare il numero degli
assunti. Infatti sulla base del dettato del Salvaprecari nazionale, la
Regione caldeggiava la speranza che circa metà della retribuzione per
ciascun contratto sarebbe stata sostenuta dall'INPS: i disoccupati
assunti avrebbero continuato a ricevere l'equivalente dell'indennità
di disoccupazione e la Regione avrebbe integrato il resto della
retribuzione mensile.
Proprio questa strana e irrituale forma di contratto integrato Regione
- INPS aveva generato i problemi. In mancanza di chiarimenti le scuole
nelle scorse tre settimane non sapevano se contrattualizzare i precari
all'atto della presa di servizio, perché questi avrebbero dovuto
secondo la prassi disdire la disoccupazione; in molte segreterie
circolava così l'idea che se i precari avessero rinunciato
all'indennità, le casse delle singole scuole - come si sa, da anni
lasciate vuote dal Ministero - sarebbero state chiamate a sostenere in
solido la quota di retribuzione mancante.
Dopo che dalle segreterie delle scuole arrivavano richieste di
chiarimento, che i precari rumoreggiavano, facendo il giro dei
sindacati per capire quale contratto avrebbero dovuto firmare, e il
nostro coordinamento otteneva un'udienza dalla Dott.ssa Paola
Casagrande, nuovo direttore del Settore Istruzione, finalmente si è
interpellata l'INPS, che dal canto suo ha fatto sapere di non
assumersi in nessun modo l'onere di finanziare questi contratti.
Alla Regione non è rimasta altra strada che sobbarcarsi in toto i
costi vivi dell'intervento assistenziale, limitando così a 430 il
numero dei 'salvati' a fronte degli oltre 2000 posti di lavoro persi
in Regione rispetto allo scorso anno scolastico a causa dei tagli
Gelmini. Il bicchiere rimane vuoto almeno per i 4/5!

Un altro espediente escogitato dalla Regione per estendere il numero
dei precari beneficiati era stato quello di limitare la durata dei
contratti al termine delle lezioni (cfr. sul sito della Direzione
regionale Misura I.7 "Più scuole" del piano straordinario per
l'occupazione. Comunicazione riduzione periodo lavorativo), ma per
cattedre come quelle attivate il Contratto nazionale della scuola
prevede una durata fino al termine dell'attività didattica, cioè al 30
giugno; una durata limitata alla prima quindicina di giugno inoltre
avrebbe determinato l'impossibilità per i lavoratori di richiedere nei
mesi successivi al termine del contratto l'indennità di disoccupazione
ordinaria, ma solo quella a requisiti ridotti di importo decisamente
inferiore.

Che faranno i precari?
I posti per i docenti sono in prevalenza cattedre di sostegno,
richieste dalle scuole per ripristinare alcune di quelle soppresse dai
tagli Gelmini.
Dal punto di vista dei ragazzi disabili fruitori di questi interventi,
la partenza del progetto a novembre è particolarmente negativa. Il
cambio in corsa della persona, che si prende cura di loro, è
destabilizzante per questi ragazzi: sappiamo, per esempio, che in
alcune scuole, dove si era affidato il compito di seguire i disabili a
educatori comunali, si è deciso di far continuare questi ultimi. Si fa
figurare l'impiego su questi allievi dei precari neoassunti, che
invece vengono destinati a occuparsi di altri ragazzi, rimasti prima
scoperti 'grazie' ai tagli. I bisogni si moltiplicano e le scuole
devono ricorrere ai più diversi escamotages per dare ai ragazzi in
difficoltà quelle cure, che le dure leggi di bilancio disconoscono. Un
capitolo che sarebbe tutto da esplorare.

Come gioverà l'impiego dei precari 'salvati' alla scuola piemontese,
che ha stanziato 8 milioni in questo progetto? Al momento il settore
Istruzione della Regione non ha altro incarico che seguire la stipula
dei contratti, non di monitorare sull'impiego del nuovo personale; c'è
stato però suggerito di chiedere udienza all'assessore Cirio nei
prossimi mesi a questo proposito.
Ad ora il Salvaprecari si configura unicamente come una toppa
sull'emergenza, un intervento assistenziale di un ente pubblico per
non lasciare per strada una parte di lavoratori licenziati de facto da
un altro.

Rimaniamo a disposizione per delucidazioni, approfondimenti e per
mettervi, se vorrete, in contatto con qualcuno di questi lavoratori
'salvati'.

per Lavoratori e Precari scuola pubblica Torino:
Luca Bonomo
3282490126; lucbon...@virgilio.it

lbonomo

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